MARIO VIELMO: da Lonigo all’Himalaya

… passando per il Credito Cooperativo
 
vielmo bG2-e.JPGSiamo andati a fare quattro chiacchiere conMario Vielmo, scalatore di fama internazionale, Guida Alpina e figlio del nostro Socio Giovanni.
Mario, nato nel 1964 a Lonigo, dove abita, scala da oltre venticinque anni, ma è proprio in Himalaya che ha saputo realizzare al meglio le sue doti alpinistiche. Otto, di cui sette in vetta, gli ottomila scalati: Dhaulagiri (8167 m) nel 98, Manaslu (8163 m) nel 2000, il Cho Oyu (8201 m) nel 2001 (in solitaria). L’Everest (8848 m) nel 2003, lo Shisha Pangma (8013 m) (cima centrale) nel sett.2004. Il 21 Luglio del 2005 ha scalato la sua sesta vetta Himalayana, il Gasherbrum 2 di 8035 m, nella catena del Karakorum (Pakistan). Precedentemente aveva tentato il Broad Peak (8047 m) arrivando fino a quota 7500. Altre cime raggiunte nella sua lunga carriera: il Kilimanjaro, vetta di quasi seimila metri in Africa; Illiniza, Cotopaxi e Chimborazo in Ecuador, l’Alpamayo, Quitaraju e Huascaran Sud in Perù, tutte cime attorno ai seimila metri. Dal Pik Lenin (7134 m) in Pamir ha effettuato la discesa integrale con gli sci da telemark. In Canada nel ‘94, ha scalato 14 difficili cascate di ghiaccio lunghe fino a 500-600 metri. In Crimea ha partecipato ad uno stage polacco di arrampicata. Fra le sue esperienze numerose discese estreme con gli sci da telemark e con lo snowboard, come la Nord della Marmolada, il canale est del Carè Alto Adamello e il Vajo Mosca nel Gruppo del Carega. Per gli sci ha sempre avuto particolare passione, forse memore delle prime sciate giovanili. Al Manaslu il percorso fra i primi campi è stato coperto proprio con gli sci da telemark ai piedi. Al Dhaulagiri con lo snowboard Mario Vielmo ha realizzato la discesa dal campo 2, da 6600 metri, fino al Campo Base. Allo Shisha Pangma è sceso con gli sci da 7400 m.
Il 26 maggio 2003, in occasione del 50° anniversario, ha scalato l’Everest (8848 m), lungo la parete Nord Est, arrivando in vetta da solo. È autore del film Everest 50 anni dopo e del film: “Shisha Pangma Cresta sui pascoli”. Nel mese di maggio  del 2006 è arrivato in vetta al Makalu di 8463 m, la quinta montagna più alta del mondo e tra le più difficili da scalare. Con sè in vetta ha portato la fiaccola olimpica di Torino 2006, con un messaggio del Dalai Lama a tutti gli esseri senzienti che abitano la terra. Al Makalu ha realizzato assieme a Tom Perry “conosciuto come l’alpinista scalzo” una staffetta davvero unica nel suo genere, portando un messaggio di fratellanza e unione tra i popoli e un augurio rivolto alla Cina per un Tibet, libero e autonomo.     

Mario, cosa si prova quando si raggiunge la vetta?
In ognuno di noi c’è una vetta da scalare, la montagna per me rappresenta tutto, mi ha insegnato la dignità, il rispetto per la natura e per le persone che ho al mio fianco, insomma è una scuola di vita. La vetta per me è il raggiungimento di un obiettivo e quello che si prova  è il senso di libertà e beatitudine interiore difficilmente spiegabile e che non ha nulla a che vedere con la sfida. Come dire, è un momento perfetto!
 
Che tipo di preparazione ci vuole prima di affrontare imprese così importanti?
Ci vuole un impegno costante, sia mentale che fisico. Allenamenti che spaziano in tutte le discipline inerenti alla montagna, dall’arrampicata su roccia e su ghiaccio allo scialpinismo. Ma l’aspetto più logorante è quello di riuscire a trovare i finanziamenti per tali imprese, che sono costosissime; per un giocatore di calcio questo aspetto è sicuramente meno complicato.
 
Cambiando argomento…com’è il suo rapporto con il denaro?
Se potessi ne farei a meno! Io non vivo per i soldi, ma il denaro mi permette di vivere.
 
Qual è secondo Lei il modo miglior per investire il denaro?
Credo la scelta sia varia e dipende da interessi finalizzati. Sicuramente chi ha dei soldi da investire deve riflettere bene  con calma, ed essere consapevole di non commettere errori; o è un esperto del settore che è sicuramente un vantaggio, o si dovrebbe appoggiare a persone competenti e oneste. Ci vuole anche un po’ di fortuna. Riguardo a me, che sono un pessimo risparmiatore e quindi da non prendere come esempio, ho sempre speso i miei risparmi per la montagna e per le mie spedizioni e continuerò a farlo. Come dire (scherzosamente) anche se dormissi sempre in tenda non sarebbe un problema, tanto sono abituato. 
 
Come considera la Banca di Credito Cooperativo?
È una banca seria e competente, ma soprattutto trovo gli operatori simpatici, cordiali e molto disponibili. Un clima sereno e famigliare. Come è giusto sia una banca.
 
Grazie! Anche se solo metaforico è stato un viaggio entusiasmante…
a.l.
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